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Dicembre 2018

Nuove sofferenze ancora in calo, ma a ritmi più contenuti

I dati elaborati da Abi e Cerved prevedono che la discesa dei tassi di ingresso in sofferenza proseguirà nel prossimo biennio in tutta l’economia, con l’incidenza delle nuove sofferenze che si attesterà al 2,1% nel 2020.

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Copertina di 'Nuove sofferenze ancora in calo, ma a ritmi più contenuti'

Nel 2018, per il secondo anno consecutivo, continua a ridursi lo stock di sofferenze accumulate dalle banche italiane (-39% circa in termini netti), con un calo di circa 25 miliardi rispetto a settembre 2017.

La diminuzione dello stock di sofferenze è stata accompagnata dal consolidamento del trend di riduzione dei nuovi flussi di crediti in sofferenza, passati dal 2,8% del 2017 ad un dato stimato per il 2018 del 2,4%. Secondo le previsioni, la discesa dei tassi di ingresso in sofferenza proseguirà nel prossimo biennio in tutta l’economia, con l’incidenza delle nuove sofferenze che si attesterà al 2,1%, avvicinandosi ulteriormente ai livelli pre-crisi (1,7% nel 2008).

La diminuzione dello stock di sofferenze è stata accompagnata dal consolidamento del trend di riduzione dei nuovi flussi di crediti in sofferenza, passati dal 2,8% del 2017 ad un dato stimato per il 2018 del 2,4%.

A livello settoriale, pur nello scenario di un miglioramento generalizzato, continueranno a persistere significative differenze tra i settori anche se i differenziali di rischio tenderanno a ridursi per effetto di una convergenza degli andamenti che si verificherà nel prossimo biennio, con tassi di decadimento all’1,8-2% nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi e un netto calo del settore delle costruzioni in cui si attesteranno su livelli del 2,5%.

A livello territoriale, le previsioni per il 2019 e 2020 indicano miglioramenti marcati e diffusi a tutte le aree geografiche. Al termine dell’esercizio di previsione nel Nord saranno quasi recuperati i livelli pre-crisi, mentre le aziende del Centro-Sud manterranno un divario rispetto ai valori del 2008, seppur in marcato calo rispetto ai picchi toccati negli ultimi anni. Con un tasso di ingresso in sofferenza pari al 2,9% le società del Mezzogiorno si confermeranno le più rischiose nel 2020, seguite da quelle del Centro (2,6%), del Nord Ovest (1,7%) e del Nord Est (1,6%).

In generale, nel 2019-2020 i tassi di ingresso in sofferenza saranno su percentuali vicine ai livelli pre-crisi per le società con più di 10 addetti, per le imprese manifatturiere di piccole e medie dimensioni e per quelle localizzate nel Nord della Penisola. Le microimprese, le società con sede nel Centro-Sud e le imprese attive nel settore delle costruzioni non saranno invece ancora tornate ai tassi di ingresso in sofferenza registrati prima della crisi, anche se va sottolineato che per queste categorie di imprese proseguirà il percorso di allontanamento dai picchi di rischio raggiunti nel pieno della crisi con una graduale convergenza verso i valori del 2008.

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