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Gennaio 2020

La mappa dell’Italia resiliente

Sono state individuate 771 aziende capaci di far crescere ininterrottamente i propri ricavi per 11 anni consecutivi, dal 2007 ad oggi, anche nel pieno della crisi economica

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Copertina di 'La mappa dell’Italia resiliente'

Cerved ha realizzato per Industria Felix Megazine un’indagine su 140mila bilanci, costruendo una vera e propria cartina geografica della crescita, individuando le imprese capaci di aumentare ininterrottamente i propri ricavi tra 2007 e 2018.

Esistono in Italia 771 imprese campioni della crescita resiliente, in grado di aumentare regolarmente i ricavi nella fase più buia della nostra economia. Si tratta prevalentemente di società che operano nel nord e in settori anticiclici, ma non mancano aziende che hanno tenuto un passo di crescita regolare anche operando in mercati fortemente colpiti dalla bufera della crisi.

I dati macro sono inequivocabili: la nostra è l’unica grande economia con un livello di prodotto interno lordo ancora inferiore rispetto al 2007 (-4,4%); in questi undici anni, il nostro Paese ha attraversato una doppia recessione, facendo registrare quattro anni di caduta del Pil (2008, 2009, 2012 e 2013). Non solo: quando l’economia è cresciuta, lo ha fatto a ritmi molto ridotti, con tassi che hanno superato l’1% solo in tre anni e non hanno mai oltrepassato la soglia del 2%.

In un periodo così difficile, caratterizzato da un’economia in contrazione o asfittica, si è impiegata l’enorme base dati di Cerved per individuare i campioni della crescita resiliente.  Si è applicato  un criterio molto stringente, cercando le società che hanno accresciuto i ricavi tra il 2007 e il 2018 in ogni singolo anno, per poi classificarle in base alla crescita medio annua realizzata in questo lungo orizzonte temporale.

Si è partiti da una base di 140 mila imprese che avevano depositato un bilancio nel 2007 e che impiegavano almeno 10 addetti, escludendo quindi le microsocietà. I dati indicano che già nel 2009, la prima fase della recessione aveva escluso un’ampia maggioranza delle società da questa speciale classifica: solo il 16% delle imprese erano riuscite ad accrescere il fatturato nel corso del 2008 e del 2009. Dopo questa prima scrematura, sono rimaste sul mercato aziende caratterizzate da una maggiore resilienza nella crescita: la percentuale di quelle che di anno in anno è rimasta nella classifica è cresciuta progressivamente, passando dal 33% del 2009 fino all’80% del 2017 e 2018.

Alla fine del periodo considerato, sono 771 le imprese campioni della crescita sostenibile nel lungo periodo, che sono riuscite sempre ad accrescere i propri ricavi tra il 2007 e il 2018, pari allo 0,55% del campione iniziale.

Le prime aziende di questa speciale classifica operano in settori fortemente penalizzati dalla crisi, ma che hanno saputo costruire una lunga storia di successo. La prima impresa per crescita del fatturato (considerando tra le 771 quelle che già realizzavano almeno un milioni di euro nel 2007) è la Maisons du Monde Italie Spa, una società francese con quartier generale italiano nella provincia di Milano e che opera nel mercato del commercio al dettaglio di mobili: la società aveva ricavi pari a 1,2 milioni di euro nel 2007; è sempre cresciuta nei successivi undici anni, fino a realizzare 163 milioni di euro nel 2018, passando da 20 addetti a 946 addetti. La seconda è Gallery Holding, una società di Fano che gestisce la distribuzione di grandi marchi internazionali come Ralph Lauren e Levi’s, passata da 1,4 a 52 milioni di euro di ricavi. La terza è una realtà manifatturiera, Stefanplast di Vicenza che produce articoli in plastica per i settori casalingo e giardino con un approccio ecologico: la società è passata da 1,2 milioni a 42 milioni di euro negli undici anni considerati.

Se si amplia l’analisi ai 771 campioni, i dati indicano che i risultati sono stati influenzati da due fattori: in parte, dalle tendenze dei singoli mercati, che hanno favorito o frenato la corsa delle imprese; in parte dalla capacità dei manager, che in alcuni casi sono riusciti a realizzare performance straordinariamente positive anche in settori che hanno attraversato crisi profonde, come nei casi delle prime tre società della nostra classifica.

L’analisi territoriale evidenzia che la presenza dei campioni della crescita resiliente è chiaramente più alta nelle regioni settentrionali e più bassa in quelle del Centro-Sud. Con 212 società sempre cresciute tra 2007 e 2018, la Lombardia è la regione con il maggior numero di campioni; rispetto alle imprese analizzate è però il Trentino Alto Adige la regione che vanta la maggiore presenza relativa di imprese (1,38%) che hanno sempre accresciuto i propri ricavi. Con l’eccezione del Molise, tutte le regioni del Mezzogiorno fanno invece registrare una presenza più bassa rispetto alla media nazionale. In Basilica nessuna impresa è riuscita a crescere in tutto il periodo analizzato.

Anche dal punto di vista settoriale, i dati offrono tendenze piuttosto chiare: non sorprendentemente, la presenza dei campioni della crescita resiliente è relativamente più alta nei settori anticiclici, come la sanità (2,7%) l’alimentare (2,2%) e la chimica-farmaceutica (1,2%). La presenza è viceversa più bassa nelle attività manifatturiere maggiormente soggette al ciclo economico, come metalli, abbigliamento, plastica, meccanica e automotive.

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