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Maggio 2018

Credito in Lombardia alle imprese: bene ma non benissimo

I prestiti crescono ma il credit crunch prosegue per imprese piccole e delle costruzioni. Giù le sofferenze, ma attenzione al rischio.

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Copertina di 'Credito in Lombardia alle imprese: bene ma non benissimo'

Credito in Lombardia in crescita, ma non per tutti, deciso calo dello stock di sofferenze e polarizzazione del rischio, con un segnale d’allarme costituito dal deciso aumento di società a rischio di default. È questa la fotografia del credito in Lombardia, che emerge dal nuovo report Credito e rischio delle imprese – La Lombardia a confronto con Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, realizzato da Cerved e Assolombarda.

I prestiti sono in crescita in Lombardia, ma questa tendenza non è diffusa a tutte le tipologie di impresa. Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia in via esclusiva ad Assolombarda e Cerved, a fine 2017 sono stati concessi al complesso delle imprese lombarde prestiti per 222 miliardi di euro, in aumento dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Questo miglioramento, ormai in atto dall’inizio del 2016, ha riguardato le imprese medio-grandi (+2,1%), quelle operanti nell’industria (+4,2%) e quelle che operano nei servizi (+3,1%). Come avevamo già evidenziato in occasione dell’uscita del precedente Osservatorio, il credit crunch sembra invece non avere fine per le piccole imprese, per cui si osserva a fine anno un’ulteriore contrazione dell’1,7%. Stesso fenomeno, con tendenze ancora più accentuate per le imprese che operano nelle costruzioni, per cui il calo è addirittura del 5%.

I prestiti sono in crescita in Lombardia, ma questa tendenza non è diffusa a tutte le tipologie di impresa. Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia in via esclusiva ad Assolombarda e Cerved, a fine 2017 sono stati concessi al complesso delle imprese lombarde prestiti per 222 miliardi di euro, in aumento dell’1,6% rispetto all’anno precedente.

Nel corso degli ultimi due anni il volume di credito in Lombardia alle piccole imprese si è contratto di circa 5 punti percentuali; quello alle imprese delle costruzioni di 11 punti.

Per il primo anno dall’inizio della crisi, si osserva un deciso calo dello stock di sofferenze originate da prestiti alle imprese lombarde, in linea con quello che si osserva nelle altre regioni esaminate. In rapporto al totale degli impieghi, si sono ridotte dal massimo di inizio anno (14,5%) al 12,4% di fine 2017. Si tratta di un livello ancora molto al di sopra dei livelli pre-crisi, ma le tendenze relative ai flussi di nuove sofferenze aperte nel corso del 2017 sono incoraggianti: in Lombardia il tasso è sceso a fine anno al 2,3%, con miglioramenti che hanno riguardato tutti i settori monitorati.

I segnali sul rischio prospettico delle imprese lombarde offrono un quadro tra luci e ombre. In base alle valutazioni del Cerved Group Score, un termometro puntuale sul rischio di insolvenza delle società italiane, il numero di imprese lombarde con un upgrade (che hanno migliorato di almeno una classe il proprio profilo di rischio) ha superato quello di società con un downgrade. Questi movimenti hanno però polarizzato il sistema delle imprese lombarde verso le classi estreme: la percentuale di società in area di ‘sicurezza’ (con profili molto solidi) è infatti ulteriormente aumentata, toccando il 21,3%; ciò è però coinciso con un aumento della quota di imprese rischiose, quelle a più alta probabilità di insolvenza, passata dall’11% al 14,1%.

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